pubblicato: ven, apr 5th, 2013

Onida umiliato da “La zanzara”. “I saggi sono inutili…”

Valerio Onida, membro dei dieci “saggi” nominato da Giorgio Napolitano, cade nella beffa de “La Zanzara” di Valerio_Onida_2012Radio 24. Una finta Margherita Hack fa uscire allo scoperto l’ex presidente della Consulta. L’imitatore della Hack esordisce “Questa cosa dei saggi, a me sembra sinceramente una cosa inutile”, immediata la replica d’Onida: “Ma guardi, sì, è probabilmente inutile. Serve a coprire questo periodo di stallo, dovuto al fatto che dal Parlamento non è venuta fuori una soluzione mentre l’elezione del nuovo Presidente è tra quindici giorni…allora il nuovo presidente potrà fare nuovi tentativi o al limite sciogliere le Camere, cosa che Napolitano non può fare. Dunque questo periodo di stallo è un po’ coperto, diciamo così, da questo tentativo (ride)..questa cosa…sono d’accordo che non servirà nella sostanza…”. “…Cercheremo di fare una proposta quello sarebbe un bel risultato. Penso che andremo a votare ancora, presto o prestissimo. E’ un parlamento bloccato, Grillo non ne vuol sapere, il Pdl vuole solo garantirsi di essere in campo, Berlusconi naturalmente spera sempre di avere qualche vantaggio o protezione, il Pd ha fatto questo tentativo di buttarsi con Grillo e non ce l’ha fatta. E c’è il blocco”.
Sono arrivate immediatamente le scuse del poco “saggio”, cascato in un elementare scherzo telefonico. ”Esprimo il mio rammarico per l’imbarazzo che la pubblicazione può aver creato al Presidente, e le mie scuse a Berlusconi perché un mio giudizio privato, espresso in chiave ironica e autobiografica diventando pubblico potrebbe averlo ingiustamente offeso. Rimango al mio posto, a dimostrazione che il lavoro dei saggi non è inutile”. “Sono stato ingenuo nel pensare che l’autrice della telefonata provocatoria fosse davvero la professoressa Hack. La pubblicazione del contenuto di una conversazione privata, nella quale l’interlocutore falsifica la propria identità, costituisce una grave violazione della libertà e segretezza delle comunicazioni garantita dalla Costituzione”, prosegue. “Ciò detto, che non sia inutile il lavoro che stiamo facendo, lo dimostra il fatto che sono qui con gli altri colleghi a lavorare. Esprimo il mio rammarico per l’imbarazzo che la pubblicazione può aver creato al Presidente della Repubblica, e le mie scuse al Presidente Berlusconi perché‚ un mio giudizio privato, espresso in chiave ironica e autobiografica diventando pubblico potrebbe averlo ingiustamente offeso”.

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